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Genova, ostaggio del suo stesso porto

Un porto che dovrebbe essere il cuore pulsante e che dovrebbe essere al servizio della città, si trasforma, in queste occasioni, in un disagio totale per tutta la città, e non solo…

Non uno ma più enti portuali, più interessati a pestarsi i piedi fra di loro che a prendere in mano i problemi, che non sono assolutamente in grado di gestire ciò che è prevedibile con largo anticipo…

Una banale giornata ventosa, anzi di burrasca, come spesso ne capitano durante la stagione autunnale e invernale…

Una previsione perfettamente inquadrata anche da Arpal che proprio lunedì parlava di tramontana burrascosa sui settori A e B e in particolare lungo quei tratti di costa esposti ai valichi appenninici…

Ma chi dovrebbe gestire in tempi rapidi ed efficaci una previsione del genere mica lo sa che il VTE, anzi, scusate, ora si chiama PSA Pra’, sorge proprio in faccia al Turchino, porca troia, uno dei valichi non solo più efficaci dell’ampiamente conosciuto Travaso Padano, ma anche uno di quelli più vicini proprio alla linea di costa…

Belin, il PSA Pra’, in faccia al Turchino, dove viene smistato l’80% delle merci e dove non esiste neppure più un distacco dell’autorità portuale…

Una gestione degli spazi interportuali e una gestione del traffico su ruota imbarazzante e da terzo mondo che meriterebbe un’azione di classe per aver bloccato la città due giorni senza la benché minima gestione di una previsione facile e scontata…

Tir improvvisamente incolonnati alla barriera di Genova Pra’, polizia stradale quasi improvvisata a dover gestire le migliaia di Tir che dovevano essere fermati nelle aree di interporto prima di raggiungere quello che inevitabilmente si sarebbe trasformato in un imbuto naturale…

Nel 2025 abbiamo cellulari di ultima generazione, dati in tempo reale da ogni parte del mondo, e modalità di comunicazione “just in time” che permetterebbero di gestire una situazione come quella di ieri, nella maniera più tempestiva ed efficace possibile…

Ma sembra non fotta mai a nessuno prendersi la responsabilità di leggere una previsione, e agire affinché una città che dovrebbe vivere in simbiosi con il suo porto ne rimanga invece ostaggio…

E come non fosse bastata la giornata di ieri, oggi si è permesso ad altre migliaia di Tir di raggiungere il porto, anzi l’imbuto di quel varco del porto che era ancora completamente tappato dal flusso che non si è stati capaci di gestire ieri…

Da quasi vent’anni, per ogni cosa che accade in questa stramaledetta regione e in questa stramaledetta città, che sia un fiume, che sia un ponte, che sia il porto, mi chiedo a cosa servano le previsioni, a cosa serva il monitoraggio, a cosa servano le osservazioni strumentali…

Ma è sempre colpa di qualcun altro, sempre…