Perchè proprio rossa? Scopriamolo insieme!

Mentre continua piovere alle spalle del savonese, provo a buttare li una considerazione…
 
Allerta rossa inevitabile. Punto. Senza se e senza ma.
 
Si ma i modelli, alcuni sono scarichi, altri meno, altri vedono alluvione. Come si fa. E se poi non fa nulla…
 
Cazzate…
 
Corretto ieri emanare l’arancione, corretto stamattina analizzare la situazione, stra-corretta la rossa per stasera e domattina…
 
Molto ma molto meno far giocare una partita con l’arancione e come al solito generare confusione nella percezione delle allerte nella popolazione alla quale, poi, si chiede massima prudenza e autoprotezione appena qualche giorno prima, sempre con l’arancione e quasi 500 millimetri di pioggia sulla testa…
 
Gestione criminale. L’ho sempre detto e lo scriverò sempre.
E non perchè potrebbe perdere la vita qualcuno oggi pomeriggio, ma alla prossima allerta arancione forse, quella che prenderemo sotto gamba un’altra volta…
 
Pensateci bene…
 
Allerta rossa da stasera.
Che non significa alluvione certa o garantita.
E per fortuna aggiungo io…
 
Tutto fila liscio. E non accade nulla.
E speriamo ri-aggiungo io…
 
Cosa ci resta tra le mani, nel cuore e nella mente?
 
Una partita allo stadio durante un’allerta arancione e la percezione di una rossa “buttata” li a vuoto…
 
E la prossima vittima, oltre che di una colpa atavica del sistema di informazione, di comunicazione, di prevenzione e di formazione scolastica, sarà anche colpa di questo modo scellerato di gestire le allerte…
 
Ho letto di tutto e quantità industriali di commenti a spasso per il web, ma non riesco a convincermi del contrario…
 
Perchè rossa?
 
Perchè la condizione di una porzione molto vasta del nostro territorio è già in sofferenza.
 
E non serviranno quantità mastodontiche di pioggia per rischiare ulteriori stress idrici e idrogeologici di molti versanti del savonese e del genovesato…
 
Vi allego due rappresentazioni grafiche…
 
La prima è l’andamento dello Stura a Campo Ligure da inizio settimana.
Esondazione martedi 15 in campo aperto con oltre 300 mm di pioggia.
Sfiorata due volte la piena ordinaria tra il 18 e il 19 con soli 50/70 millimetri… 
E ogni volta punto di partenza sempre più elevato…
 
Perchè?
 
Perchè ce lo spiega la seconda rappresentazione grafica.
Con le modalità e i tempi di deflusso della pioggia…
Un pochino ne avevamo già parlato, ricordate?
 
Deflusso superficiale
– Deflusso ipodermico
– Deflusso profondo
– Afflusso diretto
Il deflusso superficiale, salvo il caso di bacini molto permeabili, rappresenta sempre la quota maggiore del totale della piena di un torrente. Ovviamente ci sono moltissime varianti che concorrono a stabilirne la modalità: l’area del bacino, la natura geologica dei terreni, la destinazione d’uso dei suoli, la pendenza dei versanti, l’estensione e la struttura della rete idrografica, il tipo e la consistenza della vegetazione e l’iniziale stato d’imbibizione del bacino.
Tempi medi di raggiungimento dell’alveo da 1 minuto a tre ore…
Il deflusso ipodermico scorre appena sotto lo strato superficiale del terreno, parallelamente al deflusso superficiale ed è nullo in caso di terreno impermeabile. Impiega da 1 a 100 ore (a seconda del terreno) per raggiungere l’alveo.
Il deflusso profondo è quello che permette ai fiumi e ai torrenti di avere scorrimento d’acqua anche quando non piove per moltissimo tempo. Impiega da 1 a 100 giorni per raggiungere l’alveo…
L’afflusso diretto, cioè la pioggia che cade in alveo direttamente, non ci crederete, ma è quella che da il minor contributo ad una piena di un torrente o di un fume…
Perchè tutto ciò?
Forse per imparare insieme qualcosa e per comprendere una piccola porzione delle ragioni e delle motivazioni che hanno certamente spinto arpal ad emanare un’allerta rossa…
Ricordandovi che siamo in Liguria, una delle strisce di terra più difficili.
E non solo per le previsioni…